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Manca
poco al Natale!
Natale
significa gioia, allegria, tradizioni,
ma soprattutto pace e amore.
Sono
questi i sentimenti e le riflessioni che
dovrebbero accompagnare le nostre feste.
In tutto il mondo Natale è augurio di
bontà, serenità e felicità da
condividere con "tutti gli uomini di
buona volontà".
Ma
non è solo l'augurio di Buon Natale a
cambiare, anche il modo di festeggiarlo
varia da nazione a nazione.
Ecco
alcune curiosità sulle classiche
tradizioni del Natale. |
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Era
una fredda notte d'inverno, fra gli anni
243 e 366 dopo Cristo, quando
nell'antica Roma imperiale, amici e
parenti si scambiarono i primi regali
per festeggiare il Natale.
Agli
auguri di buona salute, si
accompagnarono presto ricchi cesti di
frutta e dolciumi, e poi doni di ogni
tipo, perché la nascita di Gesù e,
insieme, l'anniversario dell'ascesa al
trono dell'Imperatore, divenissero il
simbolo di una prosperità che avrebbe
dovuto protrarsi per l'intero anno.
Passarono
i secoli ed un bel giorno del 1800, il
rito trovò la sua personificazione in un
forte vecchio rubicondo dalla barba
bianca, residente al Polo Nord dove,
secondo la tradizione, aiutato da
numerosi gnomi, costruirebbe dei
giocattoli da distribuire come doni
durante la notte di Natale, con
l'ausilio di una slitta trainata da
renne volanti e passando attraverso i
camini delle case.
Tuttavia,
raggiunta una certa età, veniamo a
conoscenza di una spiacevole realtà:
Babbo Natale altro non è che un
personaggio fantastico. Ma tale
affermazione non è del tutto vera. Babbo
Natale, o almeno un personaggio molto
simile, è realmente esistito; si tratta
di San Nicola che divenne vescovo di
Myra.
Negli anni che seguirono la sua morte si
diffusero numerosissime leggende.
Una
tra le più famose, confermata da Dante
nel Purgatorio, è quella delle tre
giovani poverissime destinate alla
prostituzione. Nicola, addolorato dal
pianto e commosso dalle preghiere di un
nobiluomo impossibilitato a sposare le
sue tre figlie perchè caduto in miseria,
decise di intervenire lanciando per tre
notti consecutive, attraverso una
finestra sempre aperta del vecchio
castello, i tre sacchi di monete che
avrebbero costituito la dote delle
ragazze.
La
prima e la seconda notte le cose
andarono come stabilito.
Tuttavia
la terza notte San Nicola trovò la
finestra inspiegabilmente chiusa. Deciso
a mantenere comunque fede al suo
proposito, il vecchio dalla lunga barba
bianca si arrampicò così sui tetti e
gettò il sacchetto di monete attraverso
il camino, dov'erano appese le calze ad
asciugare, facendo la felicità del
nobiluomo e delle sue tre figlie. |
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L'usanza
di adornare un abate era già diffusa
presso gli antichi popoli germanici.
L'abete sempreverde era considerato
simbolo di vita e di nascita e, in
occasione della festa del solstizio
d'inverno, veniva ornato di ghirlande
per celebrare il ritorno del sole e la
rinascita della natura. Con l'avvento
del Cristianesimo questa usanza è
diventata simbolo del Natale.
Intorno all'origine dell'albero di
Natale sono nate numerose leggende. Una
di queste racconta che in una fredda
notte di Natale un povero boscaiolo
stava ritornando a casa.
All'improvviso si fermò incantato da uno
spettacolo meraviglioso: tantissime
stelle brillavano attraverso i rami di
un abete carico di neve. |
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Per
spiegare alla moglie quello che aveva
visto, il boscaiolo tagliò un piccolo
abete, lo portò a casa e lo ornò di
candeline e festoni per riprodurre le
stelle e la neve. |
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La
parola “presepe” deriva dal latino e
significa mangiatoia, cioè il luogo dove
Gesù fu deposto appena nato. Il primo
presepe fu realizzato da San Francesco a
Greccio, un paesino vicino ad Assisi.
Così, la notte di Natale del 1223 San
Francesco allestì un presepe vivente
dentro una grotta: Gesù, Giuseppe e
Maria erano interpretati da persone
vere, così come erano veri il bue e
l’asinello.
La
gente arrivò alla grotta in processione
e rimase senza parole. Il presepe
allestito da Francesco piacque talmente
tanto che in breve tempo l’usanza si
diffuse in tutto il mondo cattolico. Nel
corso dei secoli statuine di legno, di
terracotta e di cera sostituirono le
persone in carne e ossa e la semplice
scena della natività si arricchì di
elementi paesaggistici e di tanti altri
personaggi.
L’atmosfera
natalizia quest’anno è velata da una
generale preoccupazione dovuta alla
crisi economica che si sta facendo
sempre più forte. Questa crisi è dovuta
a vari fattori tra i quali figurano gli
alti prezzi delle materie prime, una
crisi alimentare mondiale, un'elevata
inflazione globale, la minaccia di una
recessione in tutto il mondo, la crisi
delle banche e dei mercati borsistici.
L’avvento
del Natale, in questa particolare fase
sociale, dovrebbe farci riflettere su
ciò che davvero desideriamo e su ciò che
veramente conta nella nostra vita.
Dovrebbe indurre alla riflessione chi
occupa posti di governo e decide il
nostro destino. |
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Noi
ragazzi saremmo felici di rinunciare ai
consueti regali natalizi se ciò bastasse
a risolvere i problemi sociali!
Quest’anno,
ancora più degli altri anni, speriamo
che il Natale illumini le menti di tutti
e in particolare, di chi ha il compito
di risolvere questi gravi problemi.
Speriamo
che ancora una volta il Bambinello possa
portarci la serenità di cui tutti
abbiamo bisogno, e che soprattutto noi
ragazzi possiamo guardare al nostro
futuro con fiducia. |
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Anna
Chiara Brusco
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