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Natale 2008

Manca poco al Natale!
Natale significa gioia, allegria, tradizioni, ma soprattutto pace e amore. Sono questi i sentimenti e le riflessioni che dovrebbero accompagnare le nostre feste. In tutto il mondo Natale è augurio di bontà, serenità e felicità da condividere con "tutti gli uomini di buona volontà". Ma non è solo l'augurio di Buon Natale a cambiare, anche il modo di festeggiarlo varia da nazione a nazione. 
Ecco alcune curiosità sulle classiche tradizioni del Natale.

La vera storia di Babbo Natale

Era una fredda notte d'inverno, fra gli anni 243 e 366 dopo Cristo, quando nell'antica Roma imperiale, amici e parenti si scambiarono i primi regali per festeggiare il Natale.
Agli auguri di buona salute, si accompagnarono presto ricchi cesti di frutta e dolciumi, e poi doni di ogni tipo, perché la nascita di Gesù e, insieme, l'anniversario dell'ascesa al trono dell'Imperatore, divenissero il simbolo di una prosperità che avrebbe dovuto protrarsi per l'intero anno.
Passarono i secoli ed un bel giorno del 1800, il rito trovò la sua personificazione in un forte vecchio rubicondo dalla barba bianca, residente al Polo Nord dove, secondo la tradizione, aiutato da numerosi gnomi, costruirebbe dei giocattoli da distribuire come doni durante la notte di Natale, con l'ausilio di una slitta trainata da renne volanti e passando attraverso i camini delle case.
Tuttavia, raggiunta una certa età, veniamo a conoscenza di una spiacevole realtà: Babbo Natale altro non è che un personaggio fantastico. Ma tale affermazione non è del tutto vera. Babbo Natale, o almeno un personaggio molto simile, è realmente esistito; si tratta di San Nicola che divenne vescovo di Myra.
Negli anni che seguirono la sua morte si diffusero numerosissime leggende.
Una tra le più famose, confermata da Dante nel Purgatorio, è quella delle tre giovani poverissime destinate alla prostituzione. Nicola, addolorato dal pianto e commosso dalle preghiere di un nobiluomo impossibilitato a sposare le sue tre figlie perchè caduto in miseria, decise di intervenire lanciando per tre notti consecutive, attraverso una finestra sempre aperta del vecchio castello, i tre sacchi di monete che avrebbero costituito la dote delle ragazze.
La prima e la seconda notte le cose andarono come stabilito.
Tuttavia la terza notte San Nicola trovò la finestra inspiegabilmente chiusa. Deciso a mantenere comunque fede al suo proposito, il vecchio dalla lunga barba bianca si arrampicò così sui tetti e gettò il sacchetto di monete attraverso il camino, dov'erano appese le calze ad asciugare, facendo la felicità del nobiluomo e delle sue tre figlie.

Le origini dell'albero di Natale

L'usanza di adornare un abate era già diffusa presso gli antichi popoli germanici. L'abete sempreverde era considerato simbolo di vita e di nascita e, in occasione della festa del solstizio d'inverno, veniva ornato di ghirlande per celebrare il ritorno del sole e la rinascita della natura. Con l'avvento del Cristianesimo questa usanza è diventata simbolo del Natale.
Intorno all'origine dell'albero di Natale sono nate numerose leggende. Una di queste racconta che in una fredda notte di Natale un povero boscaiolo stava ritornando a casa.
All'improvviso si fermò incantato da uno spettacolo meraviglioso: tantissime stelle brillavano attraverso i rami di un abete carico di neve.

Per spiegare alla moglie quello che aveva visto, il boscaiolo tagliò un piccolo abete, lo portò a casa e lo ornò di candeline e festoni per riprodurre le stelle e la neve.     
Le origini del presepe
La parola “presepe” deriva dal latino e significa mangiatoia, cioè il luogo dove Gesù fu deposto appena nato. Il primo presepe fu realizzato da San Francesco a Greccio, un paesino vicino ad Assisi. Così, la notte di Natale del 1223 San Francesco allestì un presepe vivente dentro una grotta: Gesù, Giuseppe e Maria erano interpretati da persone vere, così come erano veri il bue e l’asinello.
La gente arrivò alla grotta in processione e rimase senza parole. Il presepe allestito da Francesco piacque talmente tanto che in breve tempo l’usanza si diffuse in tutto il mondo cattolico. Nel corso dei secoli statuine di legno, di terracotta e di cera sostituirono le persone in carne e ossa e la semplice scena della natività si arricchì di elementi paesaggistici e di tanti altri personaggi.
L’atmosfera natalizia quest’anno è velata da una generale preoccupazione dovuta alla crisi economica che si sta facendo sempre più forte. Questa crisi è dovuta a vari fattori tra i quali figurano gli alti prezzi delle materie prime, una crisi alimentare mondiale, un'elevata inflazione globale, la minaccia di una recessione in tutto il mondo, la crisi delle banche e dei mercati borsistici.
L’avvento del Natale, in questa particolare fase sociale, dovrebbe farci riflettere su ciò che davvero desideriamo e su ciò che veramente conta nella nostra vita. Dovrebbe indurre alla riflessione chi occupa posti di governo e decide il nostro destino.
Noi ragazzi saremmo felici di rinunciare ai consueti regali natalizi se ciò bastasse a risolvere i problemi sociali!
Q
uest’anno, ancora più degli altri anni, speriamo che il Natale illumini le menti di tutti e in particolare, di chi ha il compito di risolvere questi gravi problemi.
Speriamo che ancora una volta il Bambinello possa portarci la serenità di cui tutti abbiamo bisogno, e che soprattutto noi ragazzi possiamo guardare al nostro futuro con fiducia.

Anna Chiara Brusco

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