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Il
bullismo è un fenomeno sempre più
diffuso soprattutto nelle scuole
elementari e medie. Questo termine
indica il comportamento di un individuo
o di un gruppo che maltratta, deride o
fa del male ad una persona che diventa,
suo malgrado, vittima.
Le
vittime sono spesso silenziose e non
hanno il coraggio di raccontare quello
che accade loro giorno dopo giorno.
Il
bullismo può assumere differenti forme:
fisiche, verbali e indirette. Le forme
fisiche si verificano quando, con la
violenza fisica ci si appropria o si
rovina qualcosa. |
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Le
forme verbali quando deridendo e
insultando si prende in giro qualcuno
ripetutamente. Le forme indirette,
invece, si materializzano con la
diffusione di sgradevoli pettegolezzi
allo scopo di escludere.
L'atteggiamento
del bullo rispetto al più debole ha
cause che risiedono nell'invidia nei
confronti delle vittime. Invidia che è
alimentata da un forte senso di
inferiorità.
Le
principali vittime del bullismo, secondo
gli studi più tradizionali, sono
studenti con tipici tratti facciali da
"secchioni" (occhiali, pettinatura
ordinata, abbigliamento composto, ecc.)
o dal linguaggio molto educato.
A
differenza di quanto si pensi, il
bullismo è un fenomeno che riguarda sia
i maschi che le femmine, ma nei due casi
si esprime in modi diversi. I maschi
mettono in atto soprattutto prepotenza,
con aggressioni verbali e fisiche.
Le
femmine, invece, utilizzano modalità che
si giocano sul piano psicologico, come
la diffusione di pettegolezzi per
escludere ed isolare. Quando si
conoscono casi di bullismo la cosa
migliore è quella di denunciare tutto
quello che si sa.
Non si può consentire che questo
fenomeno così grave rovini la vita di
tanti ragazzi e che comprometta il loro
futuro. Spesso , infatti, episodi del
genere possono creare dei veri drammi in
soggetti particolarmente fragili che non
hanno alle spalle una famiglia presente
ed attenta.
Riteniamo,
pertanto, importante che ciascuno di noi
contribuisca ad evitare fatti spiacevoli
evidenziando eventuali sopraffazioni da
parte di chi pensa di essere superiore
con la forza e non ha il coraggio di
guardarsi dentro per eliminare le
insicurezze che lo inducono a
comportarsi da vile.
Giada
Servidio - Enrica Bastone |
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Nell'ultimo
periodo in Italia emerge da molti
sondaggi che l'alcolismo è sempre più
diffuso tra i giovani a partire dagli
undici ai diciotto anni. I giovani, più
vulnerabili rispetto agli effetti fisici
e psichici dell'alcool, sono considerati
particolarmente a rischio |
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Un
giovane su quattro muore a causa
dell'alcool nella fascia di età tra i
diciotto e i venticinque anni, viene
evidenziata una elevata incidenza di
patologie traumatiche. Purtroppo la
pubblicità non aiuta di certo la
riduzione del consumo di bevande
alcoliche, anzi il marketing delle
industrie che producono queste bevande
considera i giovani il target
d'eccellenza.
Il
giovane comincia a bere soprattutto nei
momenti di euforia e/o di noia. Questo
percorso sembra ormai noto a tutti e
sembra essere la costante di molte
situazioni di abuso, non solo di bevande
alcoliche, ma sempre più spesso anche di
sostanze stupefacenti.
In
molte occasioni il giovane utilizza
sostanze stupefacenti ed alcool per
essere al centro dell'attenzione nel
gruppo dei coetanei, per fare nuove
amicizie, per conquistare l'altro sesso.
Una crescente insicurezza, la noia,
l'incapacità di essere originali e
simpatici conducono il giovane verso
l'assunzione di dosi sempre più massicce
di alcool e droghe varie.
Gabriella Scarpelli - Veronica Mollo
- Roberto Porcella |
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