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Siamo tutti...adolescenti

L’adolescenza è quella fase della vita nel corso della quale acquistiamo la capacità di affrontare e assumere tutte le responsabilità della vita futura.
E’ l’età dei cambiamenti, non solo fisici ma anche psicologici.
Fisicamente cervello e ormoni determinano, secondo alcuni ricercatori, una tempesta e gli sbalzi di umore, che prima venivano attribuiti solo agli ormoni, ora si attribuiscono anche al cervello, che completa la sua “maturazione” a 20 anni. Si sviluppa la peluria ascellare e ogni tanto appaiono brufoli; nei maschi comincia a crescere la barba e nelle ragazze, invece cresce il seno… I cambiamenti fisici comportano che l’adolescente sia trattato, da chi gli sta vicino, in modo diverso rispetto a prima.

Ci si aspetta un comportamento da adulto, ma contemporaneamente lo si continua a considerare ancora non autonomo rispetto a decisioni importanti.
A livello psicologico, il discorso è ancora più ampio: questa è l’età più bella, ma è anche la più difficile. Ai cambiamenti fisici si accompagnano esperienze emozionali molto intense: sbalzi repentini di umore, irrequietezze, ansie, irascibilità e mancanza di concentrazione.
Non ci sentiamo né grandi, né piccoli. Si fa forte il bisogno di punti di riferimento e a causa della nostra insicurezza abbiamo bisogno di parlare, di sfogarci, di sapere cosa pensano gli altri di noi per costruire l’ immagine di noi stessi.
Abbiamo bisogno di riflettere su come siamo e su come ci vedono gli altri per accettarci e acquistare sicurezza nello nostre capacità. Ma questa ricerca a volte non giunge al termine perché non riusciamo a superare i nostri difetti, convincendoci di non valere nulla.

 

Queste difficoltà vengono affrontate in modo diverso.
Alcuni preferiscono stare da soli, isolandosi nelle proprie stanze, passando il tempo davanti agli schermi dei computer, dei videogame e della televisione. Quest’ultima offre dei modelli ambigui, che condizionano soprattutto noi adolescenti che cerchiamo qualcosa a cui aggrapparci per colmare il vuoto dovuto alla nostra fragilità. Proprio per questo ai tipici problemi adolescenziali, spesso si aggiungono aspirazioni sbagliate: una forma fisica perfetta, un successo senza sacrifici, una vita agiata con facili guadagni…
Altri cercano un “temporaneo rifugio” solo nei coetanei, che riconoscono simili a loro stessi, con la loro stessa mentalità, annullando lo scambio di idee e trasformando una salutare vita di gruppo in una “banda”, dove “o si è dentro o si è un nemico”, con le conseguenti degenerazioni che possono derivare da questi rapporti sbagliati.
Altri, infine, riconoscono le difficoltà e cercano di superarle contando sulle proprie capacità, sullo scambio di idee con gli amici e sull’aiuto delle persone care.
In tutti i casi, le cotte, i litigi con gli amici, i contrasti con i genitori e le delusioni, sono all’ordine del giorno.
La famiglia, in questa fase, ha un ruolo importantissimo: deve infatti comprendere la nostra fragilità e la nostra insicurezza e sostenerci. Invece accade a volte che i genitori hanno poco tempo e il dialogo con i figli viene inserito nei vari “appuntamenti” quotidiani. Alla fine per noi rimangono solo i ritagli di tempo. Oppure, troppo timidi, riservati e discreti, i genitori riducono le occasioni di dialogo su questioni cruciali.

 

Questi atteggiamenti possono creare in noi ragazzi una “pericolosa delusione”. Proprio quando abbiamo più bisogno di esprimerci per trovare risposte alle nostre incertezze, i punti di riferimento più importanti possono venire a mancare.
In questi casi non abbiamo il coraggio di bussare più forte. Bisognerebbe, a mio parere, mostrarci come siamo veramente, senza vergognarci di mettere a nudo la nostra fragilità, il nostro sentirci né grandi né piccoli, palesando il nostro bisogno di loro.
Questi sono solo alcuni dei problemi che caratterizzano il periodo adolescenziale, che possono essere risolti tirando fuori quello che abbiamo dentro, parlandone con i genitori che ci tranquillizzano e che ci consigliano. A volte una chiacchierata con un amico, con un insegnante e soprattutto con i nostri genitori può essere molto salutare e può aiutarci a crescere, superando le difficoltà legate a questo periodo così critico.
L’ età adolescenziale può considerarsi come la traversata di un grande fiume impetuoso. Nella traversata si può essere aiutati dalla saggezza degli adulti , che ci sostengono nelle scelte decisive per il nostro futuro, ma, senza aiuto, può accadere di trovarsi o di sentirsi soli e, in questo caso, la traversata del fiume dei problemi legati all’adolescenza può farsi davvero difficile.
                                                                                                                            Anna Chiara Brusco

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